Aggiudicazione provvisoria,figura eliminata dal nuovo codice degli appalti

Aggiudicazione provvisoria,figura eliminata dal nuovo codice degli appalti

La normativa vigente in materia di appalti ha eliminato la figura dell’aggiudicazione provvisoria

L’art. 32 del d.lgs. n. 50 del 2016 – al fine di assicurare con la massima celerità la certezza delle situazioni giuridiche ed imprenditoriali – ha del tutto eliminato la tradizionale categoria della ‘aggiudicazione provvisoria’, ma distingue solo tra: – la ‘proposta di aggiudicazione’, che è quella adottata dal seggio di gara, ai sensi dell’art. 32, co.5, e che ai sensi dell’art. 120, co. 2-bis ultimo periodo del codice del processo amministrativo non costituisce provvedimento impugnabile; – la ‘aggiudicazione’ tout court che è il provvedimento conclusivo di aggiudicazione (Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 10 ottobre 2019, n. 6904).

PRECEDENTI GIURISPRUDENZIALI:
Conformi: Consiglio di Stato, sez. V, 15 marzo 2019, n. 1710
Difformi: Non si rinvengono precedenti

Il Consiglio di Stato rileva che nella disciplina degli appalti pubblici del nuovo codice non c’è più spazio per l’aggiudicazione provvisoria.

La sentenza in esame rileva che l’art. 32 del d.lgs. n. 50 del 2016 – al fine di assicurare con la massima celerità la certezza delle situazioni giuridiche ed imprenditoriali – ha del tutto eliminato la tradizionale categoria della ‘aggiudicazione provvisoria’, ma distingue solo tra: – la ‘proposta di aggiudicazione’, che è quella adottata dal seggio di gara, ai sensi dell’art. 32, co.5, e che ai sensi dell’art. 120, co. 2-bis ultimo periodo del codice del processo amministrativo non costituisce provvedimento impugnabile; – la ‘aggiudicazione’ tout court che è il provvedimento conclusivo di aggiudicazione Consiglio di Stato, V, 15 marzo 2019, n. 1710).

Quanto indicato elimina in radice la possibilità che un atto adottato dalla stazione appaltante nell’ambito della procedura di gara possa essere ragionevolmente confuso per “aggiudicazione provvisoria”, proprio perché, a partire dall’ingresso in vigore del d. lgs. n. 50 del 2016, la figura dell’aggiudicazione provvisoria risulta ormai espunta dall’ordinamento. Le eventuali erronee indicazioni contenute nel provvedimento impugnato (compresa la sua qualifica come aggiudicazione provvisoria) non possono consentire di porre nel nulla l’intervenuto superamento dei termini decadenziali per l’introduzione del ricorso anche solo ai fini dell’errore scusabile, per la fondamentale considerazione della condizione di soggetto professionale degli operatori economici che concorrono alle gare (Consiglio di Stato, n. 1710/2019).

In tal senso e contesto, quindi, i richiami – tanto nel provvedimento, quanto nella relativa comunicazione – al carattere “provvisorio” dell’aggiudicazione non valgono a integrare i presupposti dell’errore scusabile, proprio perché privi di significato alla luce dell’attuale regime in ordine al procedimento di affidamento dei contratti pubblici, che ignora ormai la categoria dell’aggiudicazione provvisoria. L’aggiudicazione, da un lato, fa sorgere in capo all’aggiudicatario una aspettativa alla stipulazione del contratto di appalto, che è ex lege subordinata all’esito positivo della verifica; nel contempo, il medesimo atto produce nei confronti degli altri partecipanti alla gara un effetto immediato, consistente nella privazione definitiva, salvo interventi in autotutela della stazione appaltante o altre vicende comunque non prevedibili né controllabili, del ‘bene della vita’ rappresentato dall’aggiudicazione della gara (Consiglio di Stato, Ad. Plen., n. 31 del 2012).

Esito:

riforma Tar Campania Napoli, Sez. I, n. 1382/2019

Riferimenti normativi:

Art. 32 del d.lgs. n. 50 del 2016

Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 10 ottobre 2019, n. 6904

 

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