Appalti, computo metrico: differenza tra soluzioni migliorative e varianti

Appalti, computo metrico: differenza tra soluzioni migliorative e varianti

Appalti, computo metrico: differenza tra soluzioni migliorative e varianti

Nell’ipotesi in cui sia il computo metrico non estimativo che quello estimativo non costituiscono, di per sé, secondo le specifiche disposizioni della legge di gara, elementi essenziali per l’ammissibilità e validità dell’offerta, l’eventuale imprecisa, irregolare, incompleta o lacunosa redazione degli atti in questione non possono potuto determinare l’esclusione dalla gara in virtù del principio della tassatività delle cause di esclusione. Allorquando il sistema di selezione delle offerte sia basato sul criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, le soluzioni migliorative si differenziano dalle varianti perché le prime possono liberamente esplicarsi in tutti gli aspetti tecnici lasciati aperti a diverse soluzioni sulla base del progetto posto a base di gara ed oggetto di valutazione delle offerte dal punto di vista tecnico, rimanendo comunque preclusa la modificabilità delle caratteristiche progettuali già stabilite dall’Amministrazione, mentre le seconde si sostanziano in modifiche del progetto dal punto di vista tipologico, strutturale e funzionale, per la cui ammissibilità è necessaria una previa manifestazione di volontà della stazione appaltante, mediante preventiva autorizzazione contenuta nel bando di gara e l’individuazione dei relativi requisiti minimi che segnano i limiti entro i quali l’opera proposta dal concorrente costituisce un aliud rispetto a quella prefigurata dalla Pubblica Amministrazione, pur tuttavia consentito (Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 8 ottobre 2019, n. 6793).

 

PRECEDENTI GIURISPRUDENZIALI:
Conformi: Sulla differenza tra soluzioni migliorative e varianti:

Cons. di Stato, V, 24 ottobre 2013, n. 5160

Cons. di Stato, V, 20 febbraio 2014, n. 819

Cons. di Stato, VI, 19 giugno 2017, n. 2969

Cons. di Stato, III, 19 dicembre 2017, n. 5967

Cons. di Stato, V, 18 febbraio 2019, n. 1097

Cons. di Stato, V, 15 gennaio 2019, n. 374

Cons. Stato, sez. V, 14 maggio 2018, n. 2853

Cons. Stato, sez. III, 7 marzo 2014, n. 1072

14 novembre 2017, n. 5258

Difformi: Non si rinvengono precedenti

Il Consiglio di Stato rileva che nell’ipotesi in cui sia il computo metrico non estimativo che quello estimativo non costituiscono, di per sé, secondo le specifiche disposizioni della legge di gara, elementi essenziali per l’ammissibilità e validità dell’offerta – essendo qualificati nell’un caso, quanto al computo metrico non estimativo, elementi illustrativi delle lavorazioni da eseguire e nell’altro, quanto al computo metrico estimativo, un semplice allegato all’offerta economica – l’eventuale imprecisa, irregolare, incompleta o lacunosa redazione degli atti in questione non possono potuto determinare l’esclusione dalla gara, ma eventualmente incidere sulla valutazione dell’offerta tecnica o dare luogo ad una richiesta di chiarimenti da parte della stazione appaltante (in relazione alla eventuale valutazione di congruità dell’offerta economica).

Ciò in virtù del principio della tassatività delle cause di esclusione (ed in mancanza di un’apposita clausola della legge di gara che ne prevedesse espressamente l’esclusione).

La sentenza in esame rileva, inoltre, che in sede di gara d’appalto e allorquando il sistema di selezione delle offerte sia basato sul criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, le soluzioni migliorative si differenziano dalle varianti perché le prime possono liberamente esplicarsi in tutti gli aspetti tecnici lasciati aperti a diverse soluzioni sulla base del progetto posto a base di gara ed oggetto di valutazione delle offerte dal punto di vista tecnico, rimanendo comunque preclusa la modificabilità delle caratteristiche progettuali già stabilite dall’Amministrazione, mentre le seconde si sostanziano in modifiche del progetto dal punto di vista tipologico, strutturale e funzionale, per la cui ammissibilità è necessaria una previa manifestazione di volontà della stazione appaltante, mediante preventiva autorizzazione contenuta nel bando di gara e l’individuazione dei relativi requisiti minimi che segnano i limiti entro i quali l’opera proposta dal concorrente costituisce un aliud rispetto a quella prefigurata dalla Pubblica Amministrazione, pur tuttavia consentito (Cons. di Stato, V, 24 ottobre 2013, n. 5160; Cons. di Stato, V, 20 febbraio 2014, n. 819; Cons. di Stato, VI, 19 giugno 2017, n. 2969; Cons. di Stato, III, 19 dicembre 2017, n. 5967; Cons. di Stato, V, 18 febbraio 2019, n. 1097; Cons. di Stato, V, 15 gennaio 2019, n. 374). In definitiva le proposte migliorative consistono in soluzioni tecniche che, senza incidere sulla struttura, sulla funzione e sulla tipologia del progetto a base di gara, investono singole lavorazioni o singoli aspetti tecnici dell’opera, lasciati aperti a diverse soluzioni, configurandosi come integrazioni, precisazioni e migliorie che rendono il progetto meglio corrispondente alle esigenze della stazione appaltante, senza tuttavia alterare i caratteri essenziali delle prestazioni richieste.

La valutazione delle offerte tecniche come pure delle ragioni che giustificano la soluzione migliorativa proposta quanto alla sua efficienza e alla rispondenza alle esigenze della stazione appaltante costituisce espressione di un’ampia discrezionalità tecnica (Cons. Stato, sez. V, 14 maggio 2018, n. 2853), con conseguente insindacabilità nel merito delle valutazioni e dei punteggi attribuiti dalla commissione, ove non inficiate da macroscopici errori di fatto, da illogicità o da irragionevolezza manifesta (Cons. Stato, sez. III, 7 marzo 2014, n. 1072; 14 novembre 2017, n. 5258).

Esito:

Riforma parzialmente Tar Molise, Sez. I, n. 93/2019

Riferimenti normativi:

D.lgs. n. 50/2016

Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 8 ottobre 2019, n. 6793

 

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