La responsabilità del venditore verso le macchie di umidità

La responsabilità del venditore verso le macchie di umidità

La responsabilità del venditore verso le macchie di umidità

Le macchie di umidità, visibili dai visitatori dell’appartamento in vendita, in assenza di operazioni fraudolente di occultamento a mezzo di utilizzazione dell’arredamento, costituiscono vizi facilmente riconoscibili, con il conseguente esonero da responsabilità del venditore. É quanto si legge nell’ordinanza n. 23659 del 31 agosto 2021.

 

PRECEDENTI GIURISPRUDENZIALI:
Conformi: Cass. civ. n. 2862/1997

Cass. civ. n. 695/2000

Difformi: Non si rinvengono precedenti

C.G. ed A.S. convenivano in giudizio innanzi al Tribunale di Verona Z.L. e L.C.

Gli attori, premesso di avere acquistato dai convenuti – con atto stipulato il 27 settembre 2001 – la proprietà di un appartamento sito in Verona, esponevano che la medesima unità immobiliare presentava gravi vizi (umiditàinfiltrazioni e muffa su due pareti, nonché inconvenienti dell’impianto di riscaldamento), denunciati ai venditori con telegramma in data 5 ottobre 2001 e riscontrati a mezzo di apposito accertamento tecnico preventivo. Chiedevano, quindi gli attori, la restituzione della parte del prezzo corrispondente alla diminuzione del valore dell’immobile e la condanna al risarcimento del danno quantificato in euro 25.822,84. I convenuti, costituitisi in giudizio, contestavano l’avversa domanda e ne chiedevano il rigetto.

L’adito Tribunale, accertata la presenza di vizi sulle pareti dell’immobile, ne riducevano il prezzo in misura corrispondente al costo per l’eliminazione dei vizi stessi (valutato in euro 9.585,18).

Lo Z. e la L. interponevano appello avverso la sentenza del Tribunale, di cui chiedevano la totale riforma.

La Corte di Appello di Venezia, in totale riforma della decisione del Tribunale di prima istanza, respingeva la domanda.

Nell’occasione e per quanto rileva ai fini dell’odierno decidere la Corte distrettuale, a differenza di quanto ritenuto dal Giudice di prime cure, non valutava come nascoste dagli arredi le chiazze di umidità lamentate ed accertate, con conseguente affermazione dell’esonero da responsabilità per facile riconoscibilità dei vizi oggetto dell’eccezione, accolta, sollevata dagli appellanti già convenuti.

Per la cassazione della sentenza della Corte territoriale ricorrono i C.-A.

Con il primo motivo del ricorso si censura, ai sensi dell’art. 360, n. 5, c.p.c., il vizio di omesso esame di un fatto storico decisivo quale la presentazione dell’immobile agli acquirenti come privo di vizi in quanto “completamente restaurato“.

Il motivo non può essere accolto. Deve evidenziarsi che la doglianza dei ricorrenti attiene, in buona parte, a profilo fattuale non rientrante nella fattispecie di cui all’invocato parametro normativo processuale (art. 360, n. 5 c.p.c.).

Più in particolare va rilevato che l’oggetto sostanziale della censura non è diretto a focalizzare un preciso fatto che sia stato oggetto di omessa valutazione.

La medesima censura appare, viceversa, tesa a far erroneamente intendere come omessa valutazione ciò che, in effetti, ha costituito oggetto di considerazione e valutazione (pur se in termini diversi da quanto auspicato dai ricorrenti) ovvero il giudizio stesso sulla riconoscibilità dei lamentati vizi. Per di più il giudizio dato su tale facile riconoscibilità è stato congruamente motivato dalla decisione gravata a mezzo di logiche deduzioni ed argomentazioni quali, più specificamente ancora, quella relative al risultante fatto che vi era stata visibilità delle macchie, viste anche da altri visitatori dell’appartamento ed inesistenza di operazioni fraudolente di occultamento a mezzo di utilizzazione dell’arredamento al fine di nascondere.

Peraltro, ancora, va rilevato come – secondo consolidato orientamento giurisprudenziale – l’utilizzazione per la presentazione di quanto proposto in vendita come idoneo al “buon funzionamento” o “completamente restaurato” non equivale automaticamente a dichiarazione di esenzione da vizi.

Il motivo deve, dunque, essere respinto.

Esito

Rigetto

 

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