L’impugnativa delle clausole del bando di gara

L’impugnativa delle clausole del bando di gara

L’impugnativa delle clausole del bando

Nelle gare pubbliche è onere dell’interessato procedere all’immediata impugnazione delle clausole del bando o della lettera di invito che prescrivano il possesso di requisiti di ammissione o di partecipazione alla gara la cui carenza determina immediatamente l’effetto escludente, configurandosi il successivo atto di esclusione come meramente dichiarativo e ricognitivo di una lesione già prodotta. Il requisito dell’iscrizione all’Albo dei Gestori Ambientali è un requisito di natura soggettiva relativo alla idoneità professionale degli operatori a norma dell’art. 83, comma 1, lett. a), D.Lgs. n. 50 del 2016, e costituisce titolo autorizzatorio per l’esercizio dell’attività di raccolta e trasporti dei rifiuti pericolosi e non, sì che il relativo possesso determina quindi l’abilitazione soggettiva all’esercizio della professione e costituisce pertanto, un requisito che si pone a monte dell’attività di gestione dei rifiuti, pacificamente rientrando nell’ambito dei requisiti di partecipazione e non di esecuzione, risultando poi la presenza soggettiva di siffatto requisito per poter concorrere a gare aventi ad oggetto dette attività conforme all’immanente principio di ragionevolezza e di proporzionalità – in specie, quanto a necessarietà e adeguatezza. Lo stabilisce il Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 20 ottobre 2020, n. 6355.

 

PRECEDENTI GIURISPRUDENZIALI:
Conformi: Impugnativa delle clausole del bando:

Cons. stato, Ad. plen., 26 aprile 2018, n. 4

Cons. stato sez. V, 12 aprile 2019, n. 2387

Cons. stato sez. V, 04 giugno 2020, n. 3511

Cons. stato sez. III, 28 maggio 2020, n. 3374

Cons. stato sez. III, 19 maggio 2020, n. 3189

Cons. stato sez. III sez. V, 14 aprile 2020, n. 2400

Cons. stato sez. V, 26 marzo 2020, n. 2130

Cons. stato sez. V, 29 novembre 2019, n. 8167

Cons. stato 12 settembre 2017, n. 4307

Cons. stato, Ad. plen., 29 gennaio 2003, n. 1

Iscrizione all’Albo dei Gestori Ambientali:

Cons. stato sez. V, 22 ottobre 2018, n. 6032

Cons. stato sez. V, 19 aprile 2017, n. 1825

Cons. stato sez. V, 03 giugno 2019, n. 3727

Difformi: Non si rinvengono precedenti

Il Consiglio di Stato rileva che il bando di gara o di concorso o la lettera d’invito, normalmente impugnabili con l’atto applicativo, conclusivo del procedimento concorsuale, devono tuttavia considerarsi immediatamente impugnabili allorché contengano clausole impeditive dell’ammissione dell’interessato alla selezione.

In tale ipotesi, infatti, dette clausole, precludendo esse stesse la partecipazione dell’interessato alla procedura concorsuale, appaiono idonee a generare una lesione immediata, diretta ed attuale nella situazione soggettiva dell’interessato ed a suscitare, di conseguenza, un interesse immediato all’impugnazione, dal momento che questo sorge al momento della lesione (Cons. stato, ad. plen., 29 gennaio 2003, n. 1; Cons. stato, Ad. plen., 26 aprile 2018, n. 4).

Nelle gare pubbliche è onere dell’interessato procedere all’immediata impugnazione delle clausole del bando o della lettera di invito che prescrivano il possesso di requisiti di ammissione o di partecipazione alla gara la cui carenza determina immediatamente l’effetto escludente, configurandosi il successivo atto di esclusione come meramente dichiarativo e ricognitivo di una lesione già prodotta.

Solo il carattere ambiguo della clausola, che non rende immediatamente percepibile l’effetto preclusivo alla partecipazione per chi sia privo di un requisito soggettivo richiesto dal bando, ne esclude l’immediata lesività e ne consente l’impugnazione unitamente all’atto di esclusione, applicativo della clausola stessa suscettibile di diverse interpretazioni (Cons. stato Ad. plen., 26 aprile 2018, n. 4; Cons. stato sez. V, 12 aprile 2019, n. 2387).

In presenza di clausole della lex specialis che non presentano un’obiettiva incertezza del loro significato letterale assume carattere preminente l’esegesi collegata all’interpretazione del dato testuale, la quale salvaguarda simultaneamente la par condicio tra i partecipanti alla gara e le esigenze di certezza connesse allo svolgimento delle procedure concorsuali (Cons. stato sez. V, 04 giugno 2020, n. 3511; Cons. stato sez. III, 28 maggio 2020, n. 3374; Cons. stato sez. III, 19 maggio 2020, n. 3189; Cons. stato sez. V, 14 aprile 2020, n. 2400; Cons. stato sez. V, 26 marzo 2020, n. 2130; Cons. stato sez. V, 29 novembre 2019, n. 8167; Cons. stato 12 settembre 2017, n. 4307).

Il requisito dell’iscrizione all’Albo dei Gestori Ambientali è un requisito di natura soggettiva relativo alla idoneità professionale degli operatori a norma dell’art. 83, comma 1, lett. a), D.Lgs. n. 50 del 2016, e costituisce titolo autorizzatorio per l’esercizio dell’attività di raccolta e trasporti dei rifiuti pericolosi e non, sì che il relativo possesso determina quindi l’abilitazione soggettiva all’esercizio della professione e costituisce pertanto, un requisito che si pone a monte dell’attività di gestione dei rifiuti, pacificamente rientrando nell’ambito dei requisiti di partecipazione e non di esecuzione (Cons. stato sez. V, 22 ottobre 2018, n. 6032), risultando poi la presenza soggettiva di siffatto requisito per poter concorrere a gare aventi ad oggetto dette attività conforme all’immanente principio di ragionevolezza e di proporzionalità – in specie, quanto a necessarietà e adeguatezza (Cons. stato sez. V, 19 aprile 2017, n. 1825; Cons. stato sez. V, 3 giugno 2019, n. 3727).

Esito:

Riforma Tar Basilicata, Sez. I, 13 aprile 2019, n. 361

Riferimenti normativi:

Art. 83, comma 1, lett. a), D.Lgs. n. 50 del 2016

Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 20 ottobre 2020, n. 6355

 

Allegati

# File Descrizione Dimensione del file Download
1 pdf L’impugnativa delle clausole del bando 326 KB 3