Potere della Pubblica Amministrazione di non procedere all’aggiudicazione della gara e disporre la revoca

Potere della Pubblica Amministrazione di non procedere all’aggiudicazione della gara e disporre la revoca

Potere della P.A. di non procedere all’aggiudicazione della gara e disporre la revoca

Anche in materia di procedure ad evidenza pubblica e contratti della pubblica amministrazione, l’esercizio del potere discrezionale dell’amministrazione di non procedere affatto all’aggiudicazione della gara e di disporne la revoca deve trovare fondamento in specifiche ragioni di pubblico interesse che devono essere chiaramente indicate e non risultare manifestamente irragionevoli ed esige quindi una motivazione adeguata e convincente circa i contenuti e l’esito della necessaria valutazione dei contrapposti interessi, a tutela del legittimo affidamento ingenerato nell’impresa che ha partecipato alla gara, rispettandone le regole e organizzandosi in modo da vincerla (Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 25 settembre 2019, n. 6432).

 

Orientamenti giurisprudenziali
Conformi Sulla revoca dell’aggiudicazione:

Cons. Stato, III, 15 maggio 2012, n. 2805

Cons. Stato, III, 16 febbraio 2012, n. 833.

Sulle garanzie procedimentali:

Cons. Stato, V, 14 dicembre 2018, n. 7056

Difformi Non si rinvengono precedenti difformi

Il Consiglio di Stato rileva che anche in materia di procedure ad evidenza pubblica e contratti della pubblica amministrazione, l’esercizio del potere discrezionale dell’amministrazione di non procedere affatto all’aggiudicazione della gara e di disporne la revoca deve trovare fondamento in specifiche ragioni di pubblico interesse che devono essere chiaramente indicate e non risultare manifestamente irragionevoli (Cons. di Stato, III, 15 maggio 2012, n. 2805; Cons. di Stato, III, 16 febbraio 2012, n. 833) ed esige quindi una motivazione adeguata e convincente circa i contenuti e l’esito della necessaria valutazione dei contrapposti interessi, a tutela del legittimo affidamento ingenerato nell’impresa che ha partecipato alla gara, rispettandone le regole e organizzandosi in modo da vincerla.

Le garanzie procedimentali di cui agli artt. 7 e seguenti della Legge n. 241 del 1990 non trovano applicazione per gli atti meramente procedimentali, tra cui deve annoverarsi l’aggiudicazione provvisoria, che fa nascere in capo all’interessato solo una mera aspettativa alla definizione positiva del procedimento stesso, ma non costituisce il provvedimento conclusivo della procedura di evidenza pubblica, avendo, per sua natura, un’efficacia destinata ad essere superata (all’esito dell’aggiudicazione definitiva): a conferma di tale ricostruzione deve aggiungersi che con l’entrata in vigore del nuovo Codice degli appalti (d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50) l’aggiudicazione provvisoria è stata sostituita dalla “proposta di aggiudicazione” (art. 33) che a fortiori postula la non definitività dell’atto.

Pertanto, ai fini del suo ritiro, non vi è obbligo di avviso di avvio del procedimento ovvero di preavviso di rigetto ex art. 10-bis, L. n. 24/1990 (Cons. Stato, V, 14 dicembre 2018, n. 7056).

Esito:

conferma Tar Puglia Bari, Sez. III, 18 gennaio 2019, n. 67

Riferimenti normativi:

Art. 10-bis, L. n. 24/1990

Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 25 settembre 2019, n. 6432

 

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