Non c’è la firma sull’offerta tecnica: non è possibile ricorrere al soccorso istruttorio

Non c’è la firma sull’offerta tecnica: non è possibile ricorrere al soccorso istruttorio

Soccorso istruttorio

19/08/2019

Non c’è la firma sull’offerta tecnica: non è possibile ricorrere al soccorso istruttorio

La certezza della provenienza dell’offerta è assicurata dalla sottoscrizione del documento contenente la manifestazione di volontà, con cui l’impresa partecipante fa propria la dichiarazione contenuta nel documento, vincolandosi ad essa ed assumendone le responsabilità ; il difetto di sottoscrizione invalida la manifestazione contenuta nell’offerta, e legittima l’esclusione dalla gara pur in assenza di espressa previsione della lex specialis; non può essere considerata mera irregolarità formale sanabile con il soccorso istruttorio (T.A.R. Lazio, sentenza 4 luglio 2019, n. 8849).

Il Tribunale amministrativo per il Lazio, sezione di Roma, con la sentenza n. 8849, del 4 luglio 2019, ha accolto il ricorso di una società nei confronti della stazione appaltante; per i giudici amministrativi la mancata sottoscrizione personale dell’offerta non può essere suscettibile di applicazione del soccorso istruttorio.

Il caso

Una SRL unipersonale ha impugnato gli atti di gara relativi all’aggiudicazione in favore di una società concorrente, sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, in riferimento alla procedura ristretta indetta da una stazione appaltante ai sensi dell’art. 61, del D.lgs. n. 50/2016, avente a oggetto “l’affidamento della manutenzione ordinaria programmata, assistenza tecnica, pronto intervento e presidio, nonché dei lavori di riparazione dei guasti degli impianti di riscaldamento, di climatizzazione, idrici e del gas installati nelle Filiali (…..) “.

Il valore quadriennale dell’appalto a base di gara risultava pari a euro 277.536,00, al netto dell’IVA, degli oneri per la sicurezza e dei lavori in economia non soggetti a ribasso.

All’esito della procedura di gara, veniva formulata proposta di aggiudicazione in favore della società risultata prima nella graduatoria di gara avendo conseguito un punteggio complessivo migliore di tutte le altre concorrenti.

Una volta eseguita la verifica di congruità dell’offerta, con provvedimento del febbraio 2019, comunicato in pari data, l’appalto veniva così aggiudicato alla citata società.

La SRL unipersonale con il primo motivo di ricorso, fa valere, tra le altre contestazioni, l’illegittimità dell’offerta tecnica della aggiudicataria in quanto fuorviante, contraddittoria e non rispondente alle prescrizioni della lex specialis.

La SRL ricorrente lamenta che la controinteressata non sia stata esclusa, nonostante abbia presentato in inglese, e non in italiano, non soltanto alcuni documenti ma anche il curriculum del responsabile della manutenzione, tutti facenti parte dell’offerta.

Col secondo motivo, la ricorrente fa valere la violazione ed erronea e fuorviante applicazione della lex specialisdella gara, della lettera d’invito, dell’Allegato C (“Criteri di valutazione dell’offerta tecnica” e “Tabella requisiti”), legata al fatto che è stato considerato il curriculum del tecnico responsabile della manutenzione, nonostante non fosse stato firmato, anzi utilizzando il curriculum firmato relativo ad altra procedura in corso.

L’analisi del TAR

Con ordinanza n. 2195 dell’11 aprile 2019 il TAR ha accolto l’istanza cautelare, “considerata la sussistenza, pur nella valutazione sommaria propria della fase cautelare, oltre che di un pregiudizio grave e irreparabile, anche di profili di fondatezza del ricorso, con riferimento, in particolare, alla firma del curriculum e all’uso della lingua italiana”.

Il 07.05.2019 la ricorrente ha proposto motivi aggiunti, perché “La produzione documentale della controinteressata ha reso necessario estendere l’ambito dell’odierno gravame, introducendo nel giudizio, già instaurato, motivi di ricorso ulteriori rispetto a quelli già dedotti, in ragione della conoscenza di atti diversi rispetto a quelli noti alla parte ricorrente”.

In particolare, la ricorrente lamenta che il documento di identità, che accompagna il curriculum, è stato depositato solo in un secondo momento, insieme a quello firmato.

Il Collegio ritiene il che ricorso sia fondato, e vada pertanto accolto, con particolare riferimento alla firma del curriculum.

Nell’ambito dell’offerta tecnica, per quanto riguarda il criterio di valutazione “A. Struttura organizzativa e operativa”, per il sub criterio previsto nella sezione “responsabile della manutenzione” l’Allegato B “Scheda offerta tecnica”, prevede che la richiesta “Esperienza lavorativa in attività analoghe in siti con particolari restrizioni di security” (indicata all’allegato C) dovesse essere dimostrata allegando il curriculum.

Più precisamente, l’Allegato C, riportante i “criteri di valutazione offerta tecnica”, nella “tabella dei requisiti”, a sua volta riportante le “precisazioni per l’attribuzione dei punteggi”, al “criterio A – struttura organizzativa e operativa”, specifica che “non è richiesto che il responsabile della manutenzione sia già assunto dall’azienda al momento della presentazione dell’offerta. Sarà sufficiente che il relativo curriculum allegato all’offerta tecnica venga sottoscritto personalmente dall’interessato”.

Dalle citate previsioni di gara risulta quindi che il curriculum vitae, in quanto necessario a comprovare la sussistenza del profilo professionale richiesto, dovesse intendersi quale documento integrante l’offerta tecnica, potendo implicare l’assegnazione di un punteggio.

D’altra parte, la stessa commissione giudicatrice, nel verbale della seduta riservata di esame offerte tecniche, esclude una delle imprese concorrenti per non aver validamente compilato le “Schede di offerta tecnica” proprio con riferimento all’indicazione del nominativo indicato nel ruolo di responsabile della manutenzione. In disparte la circostanza che tale esclusione è intervenuta per incertezza assoluta sul contenuto dell’offerta e non univocità della stessa, avendo tale concorrente inserito nella busta dell’offerta tecnica due schede di offerta tecnica, con diverse indicazioni del nominativo del responsabile della manutenzione e delle prestazioni aggiuntive; decisivo rilievo assume quanto dichiarato dalla stessa commissione, in quella sede, ovvero che tali profili sono “oggetto di valorizzazione nell’ambito dell’offerta tecnica e non possono essere oggetto di soccorso istruttorio, ai sensi dell’art. 83, comma 9, del Codice. Ciò posto […] ritiene l’offerta tecnica presentata non univoca e non idonea a manifestare la volontà certa dell’impresa”.

Per il TAR, pertanto, il curriculum del tecnico, indicato dalla odierna controinteressata, avrebbe dovuto essere sottoscritto “personalmente dall’interessato” non risultando, questi, suo dipendente; e invece il curriculum presentato era privo di sottoscrizione.

Il seggio procedeva, in seduta riservata, all’esame delle offerte tecniche, alla verifica della rispondenza delle stesse alle prescrizioni dei documenti di gara e all’attribuzione dei punteggi nell’ambito dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Però, con riferimento ad un lotto di gara, alla odierna controinteressata veniva contestato che “il concorrente, in relazione al Criterio A (struttura organizzativa e operativa) e al sub criterio relativo all’esperienza professionale, ha allegato il curriculum dell’ingegnere indicato come responsabile della manutenzione, non recante alcuna sottoscrizione da parte del medesimo, che, peraltro, non risulta essere dipendente dell’impresa. Pertanto, la Commissione ritiene di invitare il concorrente a far sottoscrivere dal responsabile della manutenzione il curriculum”.

Nella successiva seduta riservata, “in merito alla mancata sottoscrizione del curriculum dell’ingegnere indicato come responsabile della manutenzione” della società “futura aggiudicataria” , la Commissione “dà atto che lo stesso rilievo era stato effettuato con riferimento alla documentazione presentata dal medesimo concorrente in altra procedura di gara, attualmente in corso; …pertanto si acquisisce agli atti della presente sede di valutazione il documento validamente firmato e si attribuisce il corrispondente punteggio…..la Commissione riconosce un’esperienza professionale inferiore a 10 anni; poiché tale esperienza supera i cinque anni ma non i dieci anni, la Commissione attribuisce n. 4 punti”.

Risulta quindi provato che l’attribuzione del punteggio per quella voce è stata determinante per l’aggiudicazione della gara alla controinteressata.

Quest’ultima sostiene che “anche qualora non avesse acquisito d’ufficio la predetta documentazione, la Commissione di gara avrebbe dovuto qualificare la mancata sottoscrizione del c.v. del Responsabile della manutenzione come una irregolarità certamente sanabile (così come è accaduto nell’altra gara di cui si è detto), con conseguente invito all’odierna controinteressata a provvedere alla regolarizzazione”.

Per il TAR tale tesi è infondata, perché ha ragione la ricorrente a sostenere che “nel richiedere, quale condizione necessaria e sufficiente, la sottoscrizione personale dell’interessato, l’invocato Allegato C, difatti, intendeva sopperire alla circostanza che il tecnico responsabile della manutenzione non fosse dipendente dell’impresa concorrente. La sottoscrizione del curriculum, pertanto, rivestiva indubbia valenza di assunzione di paternità e manifestazione di volontà di prendere parte alla specifica procedura selettiva istruenda. Ad ulteriore sostegno, si fa rilevare che il responsabile della manutenzione non è chiamato a sottoscrivere nessun altro documento di gara. È allora innegabile che il valore della “personale sottoscrizione”, specie ove il tecnico non sia un “dipendente”, consiste non solo nel garantire l’effettiva riferibilità del relativo contenuto, ma anche la serietà del formalizzato impegno a rendere le proprie prestazioni lavorative/professionali in caso di aggiudicazione”.

Ma se così è, la scelta della Commissione di acquisire un curriculum firmato (peraltro a seguito di soccorso istruttorio) presentato in “altra” e “diversa” procedura di gara, non soddisfa in alcun modo la ratio posta a base della previsione della firma del curriculum.

Risulta, quindi, del tutto irrilevante la circostanza, valorizzata dalla controinteressata, che “la Stazione appaltante e, quindi, anche la Commissione di gara non solo erano in possesso di tutta la documentazione necessaria e sufficiente a comprovare l’esperienza professionale attestata dal c.v. del Responsabile della manutenzione indicato dall’odierna deducente e riportata nella “Scheda di offerta tecnica”, ma ben conoscevano anche gli esiti dell’approfondita analisi di tale documentazione condotta in occasione dell’altra, coeva ed analoga gara sopra richiamata”.

Le conclusioni

Il TAR ha già avuto modo di precisare che l’omissione della firma dei partecipanti alla gara in una riunione temporanea costituenda su un elemento dell’offerta tecnica, proprio in quanto incidente sulla certezza della provenienza e della piena assunzione di responsabilità in ordine ai contenuti della dichiarazione nel suo complesso, non può essere considerata mera irregolarità formale sanabile con il soccorso istruttorio ai sensi dell’art. 83 comma 9, del d.lgs. n. 50/2016, essendo ciò anche coerente con il principio di par condicio tra i concorrenti, e senza che sia necessaria ai fini dell’esclusione una espressa previsione della legge di gara.

Tale ultima precisazione è legata alla constatazione che l’esclusione del partecipante alla gara, in tali ipotesi, non si pone neanche in contrasto col principio di tassatività delle clausole di esclusione dalle procedure previsto dall’articolo 83, comma 8, del d.lgs. n. 50/2016, il quale si riferisce ai criteri di selezione dei concorrenti e non riguarda le modalità di formulazione delle offerte, ivi comprese quelle tecniche, che sono espressamente sottratte alla sfera di applicazione del soccorso istruttorio.

Il TAR, pertanto accoglie il ricorso e annulla i provvedimenti impugnati.

Normativa di riferimento

Art. 83, comma 9, del d.lgs. n. 50/2016

T.A.R. Lazio, sentenza 4 luglio 2019, n. 8849